#Biancazzurrididomani: conosciamo meglio l’annata 2011 del F.C. Legnago Salus

Nel sesto appuntamento con il progetto “#Biancazzurrididomani” è protagonista l’annata 2011 biancazzurra. Abbiamo intervistato Andrea Lovato, che allena la categoria insieme a Massimo Fraccaro.

Di seguito l’intervista:

Ciao Andrea, e grazie per la tua disponibilità. Ti chiedo innanzitutto una breve presentazione, evidenziando la tua esperienza nel mondo del calcio.

Alleno da sette anni il settore giovanile: ho iniziato con i “Piccoli Amici” nei primi due anni, successivamente ho allenato la categoria “Esordienti” in un’altra società, e da tre anni alleno qui a Legnago, dove ho seguito l’annata 2010 per i primi due anni, mentre quest’anno mi è stata affidata l’annata 2011.

Per poter inquadrare meglio la categoria, è corretto affermare che i ragazzi dell’annata 2011 si stanno avviando verso la conclusione di un percorso all’interno dell’attività di base?

Sì, questi ragazzi dall’anno prossimo verranno inseriti nella categoria “Esordienti”, mentre quest’anno fanno parte della categoria “Pulcini” per il secondo anno. Quest’anno giocano a 7, mentre dall’anno prossimo nella categoria Esordienti giocheranno a 9. Questo è quindi per loro l’anno conclusivo dei “Pulcini”.

Quali sono le principali componenti che devono essere allenate in questa fase, soprattutto a livello tecnico?

E’ giusto che i ragazzi negli allenamenti migliorino sotto l’aspetto tecnico, non solo singolarmente, ma anche a livello di squadra. Consideriamo che questi ragazzi vengono da annate dove hanno giocato a 5, mentre lo scorso anno hanno giocato per il primo anno a 7, quindi quest’anno rappresenta un rafforzamento rispetto all’anno precedente, anche sul piano dell’identità di squadra. E’ giusto anche focalizzarsi sul singolo, perché se un ragazzo migliora singolarmente, è più probabile che mostri un miglioramento anche nel contesto generale.

Quali attività vengono svolte nei vostri allenamenti?

Nelle nostre sessioni, oltre a quanto precedentemente esposto, viene allenata anche l’intensità, in quanto il calcio moderno richiede un elevato livello di intensità, ma questo aspetto contribuisce a rendere preparati i ragazzi nell’affrontare l’avversario. Si nota molto, a mio avviso, la differenza tra una squadra che è preparata anche a livello di intensità e una squadra che invece non lo è. L’essere preparati a livello di intensità contribuisce anche a una maggiore lucidità nel momento in cui vanno prese determinate decisioni sul campo, con l’obiettivo di fare scelte che portano la squadra ad avere un vantaggio rispetto all’avversario.

Riprendendo l’intervista effettuata sette giorni fa da Matteo Castagnini, allenatore dell’annata 2012, era stato fatto cenno al tema della cooperazione, evidenziando che è importante non solo tra i ragazzi, che devono cercare di aiutarsi gli uni con gli altri, in particolare nelle situazioni di difficoltà, ma anche tra i mister. Qual è la tua opinione su questo punto?

La cooperazione tra i mister è un aspetto molto importante perché i ragazzi iniziano ad approcciare la disciplina del calcio all’età di 5 anni e proseguono il loro percorso nel settore dell’attività di base. Se c’è un programma comune tra i mister, il ragazzo prosegue nella sua crescita, mentre se un mister propone un metodo, e l’anno successivo propone un metodo completamente diverso, questo non significa che sia sbagliato, ma è più utile che ci sia una linea comune nel perseguire l’obiettivo della crescita calcistica dei ragazzi. Quando il mister dell’anno successivo rileva i ragazzi, deve sapere dove il mister precedente è arrivato con il programma; altrimenti il rischio di ripetere le stesse cose è molto alto, con la conseguenza che il ragazzo non cresce o non è ancora preparato ad affrontare determinati aspetti. Quindi, una linea comune fa sì che il ragazzo abbia una crescita lineare.

Hai in mente di realizzare qualche progetto futuro con i ragazzi che stai seguendo?

L’ideale sarebbe continuare ad allenarli per qualche anno per vederli crescere, anche perché in un anno non si riesce a fare un programma nel quale vengono toccati dettagliatamente tanti aspetti. Portando avanti un gruppo per due o tre anni, è più facile realizzare tutti i programmi, far crescere il ragazzo in tanti punti e osservare la sua crescita. Il bello per un allenatore è appunto anche iniziare con un ragazzo alle prime armi e riuscire a portarlo alla crescita. In questo modo, un allenatore si rende conto se quello che ha svolto è stato un programma importante o meno. L’idea è continuare ad allenare questi ragazzi per qualche anno per vederne la crescita.

Ringraziamo Andrea Lovato per la disponibilità e la collaborazione e vi diamo appuntamento alla prossima intervista del progetto “#Biancazzurrididomani”.

Tags :
Attività di base, BIancazzurri di domani, F.C. Legnago Salus
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