Torna, dopo l’esordio con il tecnico Nicola Corestini della Juniores Nazionale, lo spazio dedicato alle “Voci Biancazzurre”, che oggi vede protagonista Alessandro Orchi, jolly difensivo della Prima Squadra, che ieri nel match con l’Olginatese si è procurato ed ha poi trasformato il rigore del definitivo 2-0.

Ma non solo: il giocatore, infatti, una settimana fa ha rappresentato la società in un incontro della Lega Nazionale Dilettanti con i designatori arbitrali Paolo Trefoloni e Andrea Gervasoni, con lo scopo di un confronto su alcuni temi tecnico-arbitrali.

Abbiamo chiesto ad Alessandro di parlarci di questo e della sua performance domenicale.

Una settimana fa hai rappresentato il Legnago Salus alla riunione della LND, che esperienza è stata?
Abbiamo parlato di alcuni aspetti tecnici, di alcune situazioni che possono crearsi durante la partita. Ci hanno fatto vedere immagini di campionissimi a livello di Champions League, sono state un paio d’ore di discorsi molto interessanti, sarebbe bello se ne fossero di più di questi incontri, e infatti si stanno organizzando per farne più di uno all’anno.

Puoi farci qualche esempio di cosa è stato discusso?
Ci hanno dato delucidazioni su alcune regole che magari possono risultare poco chiare, tipo alcuni aspetti del fuorigioco, o sul fallo da ultimo uomo, ad esempio se avviene in area o fuori area. Fuori, è sempre cartellino rosso, come successo ieri per l’intervento su Pennacchio. In area dipende se il fallo è, come lo chiamano loro, non genuino. Prendiamo la situazione con Pennacchio, mettiamo che fosse in area: se il fallo fosse stato fatto dentro, ma con le stesse modalità, era comunque cartellino rosso, oltre che rigore. Ma se invece Mattia fosse stato davanti al portiere, l’avesse dribblato, e quest’ultimo nel tentativo di fermarlo lo avesse atterrato, era solo rigore, senza il rosso.

Altre indicazioni?
C’è stato chiesto di fare attenzione nei post-partita per quanto riguarda gli arbitri, anche a livello di stampa, perché ci sta a questi livelli che si sbagli. Sbagliamo noi, sbagliano loro, che oltretutto spesso sono giovani alle prime armi e ci sta.
Poi ci hanno detto che quando c’è un fallo e tutti vanno ad attorniare l’arbitro, che lui è costretto almeno un giallo a tirarlo fuori, oltre a quello magari già dato per sanzionare il fallo, per riprendere in mano la situazione perché dovrebbe andare solo il capitano a parlarci, per una questione di rispetto.

Veniamo ora alla partita di ieri: come è arrivato il calcio di rigore?
C’è stata la traversa di Parrino, io sono andato per primo sul pallone, e il difensore mi ha toccato sul piede: rigore netto.

Rigore conquistato e rigore calciato, come è nata la scelta?
In verità già sabato, con l’assenza dei rigoristi Vita e Cocuzza, abbiamo provato un po’ di rigori, e l’allenatore ha designato me, quindi è una cosa che era già stata decisa. Io comunque in carriera li ho sempre tirati e sono andato un po’ a sensazione. Sapevo che gli ultimi 2 rigori li aveva parati in un certo modo, ma comunque mi sono fidato del mio istinto, e con un pizzico di fortuna è andata.
Certo, se entrava anche quella rovesciata 5 minuti dopo…

Sarà per la prossima volta, dai.
Speriamo!