Il Team Comunicazione del F.C. Legnago Salus ha deciso di salutare il 2018 con un piccolo regalo per voi, una nuova rubrica per il sito.

Si chiama “Voci Biancazzurre”, e come è facilmente intuibile, si tratta di dar voce ai protagonisti del nostro mondo, dalla dirigenza, alla Prima Squadra, al Settore Giovanile, la Scuola Calcio, lo staff, ecc.

Visto che il fiore all’occhiello di questo fine anno è stata indubbiamente la nostra Juniores Nazionale, abbiamo deciso di inaugurare questo nuovo spazio facendo una chiacchierata con mister Nicola Corestini, tecnico della nostra Under-19.

Buona lettura!

 

Mister Corestini, con il 2018 si chiude la prima parte di una stagione che finora, per voi, è stata ricca di soddisfazioni: ce ne parli.
“A inizio stagione si sapeva che avevamo una bella squadra, l’unico dubbio era che fosse giovane, anche perché la maggior parte dei ragazzi veniva dagli Allievi Regionali, non Elite, quindi due categorie sotto. Ma si puntava comunque a far bene. Dopo le prime 3-4 partite, però, abbiamo visto subito che nel giro di poco tempo abbiamo, sia nei risultati sia nel gioco, raggiunto un livello superiore agli altri, anche da un punto di vista mentale, e allora abbiamo capito che dovevamo rimanere a quei livelli, e provarci. Anzi, si può dire che abbiamo addirittura sprecato qualche occasione, vedi l’ultima partita, perché noi i passi falsi che hanno fatto gli altri non li abbiamo fatti, abbiamo subito 2 sconfitte ma distanti tra loro, non abbiamo avuto strisce negative”.

Ecco, parliamo dello scivolone con il Belluno, anche per “esorcizzarlo”.
“Era un anticipo, e purtroppo in questi due anni quando abbiamo anticipato è sempre andata male. La squadra più forte ha sempre da perderci, perché devi cambiare gli allenamenti, le abitudini dei ragazzi.
Con il Belluno hanno sbagliato partita tutti gli uomini chiave: già mancavano Darraji e Zocco per infortunio, poi ce n’erano un paio che potevano giocare solo un tempo perché convocati dalla Prima Squadra, e altri sono “mancati”. E quando sono giù 1-2, gli altri riescono a sopperire, ma quando è una situazione generale…
Comunque, se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, c’è da dire che contemporaneamente anche le altre squadre di vertice hanno fatto un passo falso. Ma se vincevamo quella lì…
Era l’ultima partita, un po’ di rallentamento ci può stare, dopo 3 mesi così tirati”.

E adesso?
“Nel girone di ritorno saranno fondamentali le prime 4-5 partite, allungando potrei dire fino a quella con il Cartigliano (ad oggi, la seconda forza del girone, nda): visti anche gli altri scontri che ci saranno, potrebbero già essere determinanti. Ovvio che bisogna partire bene, e questo punto di vista è importante l’aver recuperato gli infortunati.
Poi proveremo a cambiare qualcosa, visto che gli avversari ormai ci conoscono, e dovremmo essere bravi soprattutto nel primo mese e mezzo a non sbagliare un colpo.

Prima si è accennato al fatto che alcuni dei suoi ragazzi si sono guadagnati la convocazione in prima squadra: Darraji è andato in panchina (ed è stato poi bloccato da un infortunio), Marchesini e Mantoan hanno anche debuttato. Che effetto le fa?
“Sinceramente, rispetto allo scorso anno, è una soddisfazione, per me ma anche per la squadra, dove chi non va è comunque felice per i compagni che ce l’hanno fatta. Per me entro la fine dell’anno qualcun altro andrà, e penso che a luglio almeno altri 2-3 possano starci. Io me lo auguro: sarebbe un peccato non valorizzare una rosa così.

Non è mai bello chiedere di fare dei nomi, ma ci conceda uno strappo alla regola.
“Sarebbe facile dire Miatton, visti i numeri, ma non c’è bisogno. La sorpresa più grande, per me, è Leoni: oltre al fatto che è il più piccolo (classe 2002, nda), è il primo anno che fa qua, non me lo aspettavo così, ed è fondamentale, anche come personalità nello spogliatoio. Penso sia tra i centrocampisti più forti del campionato.

In chiusura, non possiamo non citare anche i suoi collaboratori: il vice e responsabile atletico Andrea Faccioli, e il preparatore dei portieri Michele Bianchini.
“Faccioli lo conosco da un anno e mezzo; ci siamo incontrati qui e da subito ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d’onda, sul modo di lavorare. Se finora, toccando ferro, abbiamo avuto zero infortuni di natura muscolare, sicuramente è un dato da sottolineare.
Quella di Bianchini è una presenza importante, anche per i nostri ragazzi: con il suo modo di fare rappresenta quasi un secondo papà per loro e, specie nei momenti di difficoltà, sa offrire un supporto importante”.

 

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